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Sala delle Muse a Villa San Carlo Borromeo

26 agosto 2008    Invia ad un amico
Sala delle Muse a Villa San Carlo Borromeo
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Sopra la testa un mare chiaro di onde, sotto i piedi un morbido tappeto di legno.
“Mentre per il restauro delle sale e delle stanze della Villa mi sono ispirata ai soffitti affrescati per decidere, man mano, materiali, colori, combinazioni, rivestimenti, qui, nella Sala delle Muse sono partita dal pavimento per salire, poi, con i colori. L’azzardo delle sedie colorate è suggerito dalle note rosa del rovere, mentre i gialli esaltano il pavimento e introducono il Mediterraneo, evocato dalle onde del soffitto.

Così, il pavimento galleggia e dà l’impressione, a chi si affaccia, di entrare in un luogo tranquillo, non imponente e, tuttavia, ampio e spazioso. Nessuna paura, ma un lungo respiro e, poi, sul palco, per una comunicazione, una nota, un messaggio, un saluto. Le Muse, sornione, stanno ad ascoltare”. (Cristina Frua De Angeli).

Esperti, ingegneri, architetti e tecnici multimediali hanno curato in ogni minimo dettaglio la progettazione e l’esecuzione del restauro di questo splendido spazio museale, all’interno di una dimora storica, che per capienza, per requisiti e per eleganza non ha paragoni. Dopo quattro anni di lavori, la Sala delle Muse è oggi in grado di rispondere alle esigenze di imprese e istituzioni, fornendo servizi specifici anche per i grandi meeting (oltre 1000 persone), in un contesto storico, culturale e artistico senza uguali.

La parte tecnica e di progettazione strutturale è stata seguita dall’ingegner Lorenzo Jurina, del Politecnico di Milano. Il progetto della Sala, situata sotto l’atrio di Villa San Carlo Borromeo, è un intervento di grande importanza, dove la dimensione più interessante è quella dell’elemento modulare della copertura, costituita da una struttura reticolare spaziale, semplice e riproponibile. Questo intervento è stato frutto di una precisa esigenza, recuperare cioè un ulteriore volume pensato come quadreria, ma anche come sala per conferenze, grandi eventi o occasioni di convivialità.

L’operazione ha richiesto di scavare sotto l’attuale superficie per circa tredici metri e ottenere così una grande sala di oltre 1700 mq, con pochi pilastri centrali che ne consentano la fruibilità nel pieno rispetto “della storia”.

La forma “scatolare” della Sala delle Muse nasce dalla tecnica costruttiva delle palificazioni perimetrali, pensata per salvaguardare il soprastante palazzo, seguita dagli scavi e sottomurazioni che hanno consentito di costruire “dall’alto verso il basso” senza intaccare e toccare la pavimentazione della corte soprastante e senza mai interrompere l’attività museale e di hôtellerie della Villa.

Ecco che questo imponente spazio riesce ad essere leggero e arioso, nonostante la componente ipogea, grazie alla struttura reticolare in acciaio che sostiene l’intera corte soprastante senza l’ausilio di colonne o pilastri a interrompere l’area dell’intero vacuum (36mx17m); l’utilizzo del vetro come delimitazione del ballatoio interno rende l’intero spazio permeabile alla vista, consentendo una totale fruizione visiva dell’ambiente. All’interno di questo progetto di restauro, Listone Giordano ha dato il suo contributo, mettendo a punto una soluzione di pavimentazione lignea di circa 1400 mq complessivi che rispondesse a specifici criteri in termini di performance acustica e di isolamento del sottofondo.

Il prodotto, selezionato e adattato alle specifiche caratteristiche tecniche richieste dal tipo di intervento, è stato un Plank in rovere leggermente sbiancato, che ricorda il colore della rovere fresca appena tagliata, con una finitura estremamente naturale e vellutata, ma ad alta resistenza e protezione, requisiti essenziali trattandosi di uno spazio pubblico ad alto traffico. Nessun’altro rivestimento avrebbe reso in modo altrettanto efficace la sensazione di leggerezza e di luce, accanto alla resistenza e alla morbida materialità del legno.

L’impiego di leggeri pannelli fonoassorbenti ha consentito la creazione di un peculiare soffitto “a onde” che introduce un movimento sinuoso, che si ritrova negli ambienti a sbalzo della Sala Regia e della Galleria di Empedocle. Grazie a questi pannelli, applicati anche sulle pareti verticali, si ha un’acustica perfetta che, insieme con un approfondito e ricercato studio dell’illuminazione, crea un ambiente ideale per congressi, spettacoli, concerti.

La polifunzionalità della sala è, infatti, supportata dall’avanzata tecnologia presente al suo interno: oltre all’accesso a internet con sistema via cavo e wi-fi, grazie all’utilizzo della domotica gli impianti tecnologici, di illuminazione e di controllo del clima sono gestibili attraverso un comando touch screen, quindi completamente centralizzati, automatizzati e remotizzati. Nel concept del progetto è previsto l’utilizzo delle tecnologie più avanzate, come LED, sistemi BUS, fibre ottiche per la comunicazione, proiezioni olografiche su pannelli di plexiglass polarizzato. Per i congressi, La Sala delle Muse offre un sistema di traduzione simultanea in sei lingue e funzioni avanzate di regia; per i concerti è possibile gestire una parte live tramite connessioni sul palco; eventuali proiezioni cinematografiche sono supportate dal sistema audiovideo Dolby Digital.

Villa San Carlo Borromeo, nell’arco di più di trent’anni, è stata sottoposta a un imponente restauro che ha rispettato rigorosamente la memoria, la storia, la cultura, l’arte espresse in questa dimora storica. Questi interventi mirati hanno avuto il pregio di restituire la Villa (12.000 mq soltanto il fabbricato centrale) al suo splendore originario. Cinquantuno tra camere e suite, con affreschi murali, opere d’arte e mobili antichi, soffitti a cassettoni affrescati, impianti tecnologici e telematici per un risultato  unico e ineguagliabile.

La complessa e articolata opera di restauro ha riguardato anche il parco, e gli edifici in esso situati, quattro Musei, tra cui il Museo della Ghiacciaia, il muro di cinta e i tre cancelli d’ingresso.  Sono stati compiuti approfonditi e accurati studi storici, archeologici, filologici, geofisici, statici, architettonici, pittorici, per riscontrare ciascuna volta la linguistica specifica a questa particolare operazione di restauro.

Ogni elemento è stato selezionato e definito in ciascun dettaglio: un esempio straordinario non solo di recupero, ma di vera e propria valorizzazione di un bene, che diviene oggi l’icona del secondo Rinascimento, il salotto intellettuale, imprenditoriale e finanziario di Milano, il palazzo del turismo culturale e artistico. Un esempio straordinario, non solo di recupero.


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