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Nino d'Angelo, concerto di addio a Forcella

27 settembre 2010    Invia ad un amico
Il concerto di addio di Nino D’Angelo a Forcella: sabato 2 ottobre, in Piazza Calenda “per il quartiere che sta per perdere il suo Teatro del Popolo”.

Dopo le dichiarazioni sul Teatro TrianonViviani - rilasciate in maniera trionfalistica dalla Regione - e le notizie di tutt’altro tenore, diffuse subito dopo dai sindacati - circa il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori del teatro stesso - il cantautore ha deciso di fare si un concerto nel cuore del quartiere ma per alzare ancora di più l’attenzione sulla situazione di disagio che sta vivendo la cultura a Napoli e “per manifestare l’annunciata morte del Trianon e del Museo Madre da parte della Regione e della Provincia”.

L'idea di Nino è anche quella di iniziare nella stessa giornata, il 2 ottobre, una raccolta di firme.

“Sono allibito”, dice l’artista, “leggo che i dipendenti del teatro non prenderanno lo stipendio da questo mese; che il teatro stesso sta per essere convertito in un museo; di una Fondazione… E questi non si presentano all’incontro con le maestranze: è questa la rinascita?! Ma poi rinascita di che? Non è vero: stanno dando il “colpo di grazia” all’idea di teatro sociale. Il Trianon è vivo! Unica cosa morta a Napoli è la coscienza di certi politicanti, che pur di far vedere che si muovono, stanno facendo un disastro nella cultura popolare, quella che loro pensano di minoranza!!!”. Infatti, non sono servite le denunce pubbliche di Nino, fatte in questi mesi, sullo stato di sbando del Trianon e della cultura a Napoli, nemmeno il disagio espresso sulle “prime pagine” della stampa da parte di altri colleghi e uomini della cultura, che hanno sostenute le sue idee.

“Deve essere chiaro a tutti che sarà un concerto-manifestazione di un artista-libero cittadino per il popolo di Forcella, dopo questi anni insieme, cosi come feci quando arrivai nel quartiere”, continua Nino D’Angelo, riferendosi ai suoi cinque anni di direzione artistica per il teatro, “ma, questa volta, esortandolo a difendere l’idea sociale, del TrianonViviani-Teatro del Popolo”.




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