La Carrese di Larino: un'antica tradizione tra fiori e colori
Dal 25 al 27 maggio a Larino, in Molise, si celebra la Festa di San Pardo, Patrono della città e della diocesi: questa festa ha un’origine antica ed è accompagnata da una spettacolare carrese. Si tratta di una sfilata di circa 150 carri, con decorazioni artistiche e completamente ricoperti di fiori, che regala uno spaccato incredibilmente suggestivo sulle tradizioni contadine che hanno saputo resistere al passare dei secoli.
La Festa di San Pardo che si celebra a Larino dal 25 al 27 maggio è una delle più belle e antiche di tutta Italia: la festa del Patrono è accompagnata da una spettacolare carrese. Per le vie della cittadina molisana, infatti, sfileranno circa 150 carri, dalla foggia trionfale o dal formato a capanna, la maggior parte trainati da buoi, artisticamente addobbati e ricoperti di fiori, che offrono uno spettacolo suggestivo e rievocano antiche tradizioni contadine che hanno saputo resistere al passare dei secoli.
La festa risale all’anno 842 quando alcuni abitanti di Larino, sopravvissuti alla distruzione della città da parte dei Saraceni, trovarono nelle campagne il sepolcro che racchiudeva il corpo di San Pardo, vescovo della città di Lucera. Considerando il ritrovamento un segno divino, gli abitanti decisero che San Pardo sarebbe diventato il loro protettore: caricarono le spoglie su un carro rivestito di fiori trainato da buoi e lo portarono a Larino in una processione trionfale.
La tradizione della carrese di Larino, oltre a un significato spirituale, ne ha anche uno più folkloristico, legato ai riti agrari pagani durante i quali si celebravano le feste di maggio e giugno per celebrare la rinascita della natura dopo il lungo inverno. Non a caso, un simbolo importante della tradizione è l'albero che, nella festa di San Pardo, è rappresentato da un grosso ramo di ulivo portato in processione per onorare la natura che risorge. I larinesi usano appendere al ramo dei formaggi per sottolineare la simbiosi e l'amicizia tra la natura e l'uomo che la trasforma per il suo nutrimento.
Altro elemento fondamentale della festa di San Pardo è il carro, che per il larinese simboleggia la famiglia, e viene per questo ereditato di generazione in generazione. Le famiglie proprietarie del carro, una volta finita la festa, ricominciano immediatamente i preparativi per l'anno successivo: un gesto che rappresenta la comunità, i legami che si creano, la vita che sempre ricomincia nel suo eterno divenire. L'allestimento dei carri è operazione che richiede tempo e impegno e consiste nel fissare i fili dell'impianto elettrico per le luci, sistemare le coperte e le stoffe ricamate dove vengono cucitii i fiori secondo il progetto a suo tempo approvato dall'intera famiglia.
L'addobbo del carro è un vero rito che coinvolge ogni membro del nucleo familiare, insieme ad altri eventuali collaboratori.
Per poter assistere a questa antica festa è possibile soggiornare nei pressi di Larino, dove si trova si trova l’agriturismo I Dolci Grappoli, un cascinale ristrutturato: le sue camere, finemente arredate secondo la tradizione locale, e affacciate sulle colline che declinano verso il mare, permettono di godere di un panorama splendido, nel cuore dell'antico Sannio.
Qui, per la Festa di San Pardo, è possibile gustare i piatti tipici della tradizione molisana, in un piacevole mix tra la tradizione dell’esperienza contadina e l’attenzione alle nuove tendenze del mangiare contemporaneo. Tutti i piatti sono accompagnati, in un piacevole e profumato equilibrio di sapori, dai vini DOC e IGT della cantina di proprietà, il cui valore, già ripetutamente riconosciuto a livello nazionale e non, è stato riconfermato da Bibenda che ha attribuito ai vini rossi DOC Ricupo e Console Vibio i 4 grappoli e a Kantharos (vino DOC, a prevalenza di Trebbiano) e Tintilia (vino rosso DOC, ricavato dall'omonimo vitigno autoctono) i 3 grappoli sulla guida 2008.
La proposta de I Dolci Grappoli per la Festa di San Pardo (25-27 maggio)
Sistemazione in camera doppia con trattamento di B&B a partire da 60 euro a notte.
Pranzo/cena a partire da 20 euro.
Per informazioni e prenotazioni: Agriturismo I Dolci Grappoli
www.idolcigrappoli.it
Il percorso della carrese di Larino
Dopo il tramonto del primo giorno i carri si avviano lentamente dal centro storico verso San Leonardo, parte alta della città dove sorgeva l’antica città romana nel cui anfiteatro, sotto Diocleziano, furono martirizzati i tre cittadini di Larino: Primiano, Firmiano e Casto. In questa località, sui resti di una basilica paleocristiana, sorge un piccolo tempio dedicato al primo dei tre Martiri, S. Primiano, il cui simulacro viene prelevato e deposto sull'ultimo dei carri, quello più antico.
È ormai notte fonda ed è anche il momento culminante dell'affascinante processione. I carri, in uno spettacolo indescrivibile di luci alimentate da piccole lampade multicolori (ogni carro ne contiene a centinaia) e dalle migliaia di fiaccole poste ai due lati dell'interminabile corteo, ritornano nella Piazza del Duomo per collocare nella monumentale cattedrale (dove nel tardo pomeriggio erano state sistemate, lungo le due navate laterali, altre artistiche statue di santi venerate nei vari edifici sacri della città) l'ultima effigie che ancora mancava per la imponente processione del giorno dopo, quella del Martire Larinese.
Il 26 maggio è il giorno più importante perché ricorda l'arrivo in città delle spoglie di S. Pardo avvenuto il 26 maggio dell'anno 842. In questo giorno, la sfilata dei carri si snoda da un capo all'altro del quartiere medioevale, percorrendone le vie tortuose e, per oltre due ore, è possibile ammirare uno scenario meraviglioso.
La fase conclusiva del secondo giorno consiste nel riaccompagnare il simulacro di S. Primiano nella sua abituale dimora. I carri partono dal centro storico intorno a mezzogiorno per ritornarne nel tardo pomeriggio. La festa si conclude al tramonto del giorno 27: i carrieri, chiamati Galani, intonano l’antico canto dedicato al santo e lo salutano nella piazza antistante il duomo con il suono sordo e ritmato dei campanacci portati al collo dai buoi aggiogati ai carri. Un momento di grande suggestione che chiude la carrese di maggio.
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