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Lambrusco gioie e dolori

17 settembre 2008    Invia ad un amico
Lambrusco gioie e dolori
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Con i suoi quasi 400 mila ettolitri del 2007, sotto l’egida del consorzio, ne fanno il vino più esportato al mondo. Di questi 400 mila ne vengono bevono il 45% dai mercati europei, americani e asiatici.

Il dio Bacco ha regalato ai modenesi, il Lambrusco. Il vino più allegro al mondo. Fresco, frizzante non eccessivamente alcolico, sembra creato apposta per i consumatori moderni, si accosta ai piatti di ogni giorno e di ogni cucina, piace alle donne.

Il Lambrusco modenese si trova in tre tipologie, il Sorbara più secco, il Grasparossa il più amabile e il Salamino con più corpo. Oggi si beve un ottimo Lambrusco rispetto ad anni or sono. La politica della qualità ha prevalso sulla quantità.

Non più un vino che aveva abituato il consumatore, sbagliando, a considerarlo un vino da poco. Oggi il Lambrusco presenta doti qualitative eccellenti, tali da distinguerlo da quelle produzioni  e quegli aspetti negativi che la notorietà troppo spesso provoca verso i prodotti tipici italiani.

Lambruscao, lambrù in Brasile, lambrù in Spagna e lambrosko in Ucraina sono i tentativi di imitazione che oltre a lederne il nome, non si sa con cosa siano prodotti.

Non sono molte le iniziative volte a far conoscere il vero Lambrusco, ad eccezione forse di alcune fiere di settore, che comunque coinvolgono i singoli produttori.

Tra queste poche iniziative spicca il format GOLF & FOOD ideato da Loris Stradi dove nel corso di un evento golfistico o sportivo vengono presentate le tipicità enogastronomiche, fornendo quelle informazioni sui prodotti che aiutano a far conoscere un prodotto

Ma non solo golf. In giugno si è svolta presso Milano Marittima, nel Circolo nautico, il "Piada Trophy" la regata dove veniva onorata la regina dell'Adriatico: la Piadina.
In luglio ed agosto si è giocato a baseball. Da Montefiascone con il suo vino Est Est Est, alla Toscana nelle Tuscany Series, Loris accompagnava i giocatori modenesi, in questa nuova avventura. Stesso impegno e uguale successo. Evidenziando quanto un'idea vincente possa essere un ottimo volano alla promozione e conoscenza dei prodotti tipici, usando tipologie di media diverse. E’ un periodo particolare quello che sta travolgendo  il nostro agroalimentare in questi giorni. Oltre al problema della tutela dei nostri prodotti dal mondo dei tarocchi, si aggiungono gli attacchi mediatici a mostri sacri dell'enologia come al Brunello.

In un’Italia che fatica ad inserirsi nei settori moderni e che si  salvava un’immagine con la ristretta nicchia dell’alta enogastronomia, fonte del lavoro di tante aziende e di migliaia di ristoranti, rischia di venir azzerato dalle negative notizie sui prodotti simbolo del made in Italy. Cosa che non viene recepita da istituzioni, consorzi, associazioni e dalle decine di strade dei sapori che ogni giorno nascono in ogni angolo d’Italia.


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