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Moda in rosa: un imprenditore su tre a Milano è donna

31 gennaio 2008    Invia ad un amico

2136 imprese a controllo femminile nell’area milanese (1009 nella sola città di Milano), pari a quasi un terzo del totale. Dalla confezione di articoli di abbigliamento (40%) il settore tessile (29%), dalla lavorazione del cuoio (21%) ai gioielli (14,5%) al design applicato alla moda (29%). Le imprese tengono nel 2006 (-0,6%). Riprende anche l’import, cresciuto di oltre il 12% e l’export di quasi il 9% (nel 2005 la crescita dell’export si era fermata al 4,8%).

Emerge dai dati elaborati dall’ufficio studi della Camera di commercio di Milano (anno 2006 in confronto con l’anno precedente) in occasione oggi della presentazione sulla moda italiana nel mondo in Camera di commercio.

“Il settore della moda interpreta un ruolo da protagonista nel panorama dell’industria manifatturiera italiana e, in particolar modo, milanese - ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di commercio di Milano -. La moda italiana e quella milanese rappresentano un patrimonio della nostra economia e sono riconosciute nel mondo per qualità, stile ed eleganza. Milano è stata per lungo tempo la porta di un sistema progettuale industriale e d’alto artigianato che ha attirato la stampa, i grandi buyer, lo stilismo internazionale e ha consentito di vincere il confronto con le altre grandi piazze della moda mondiale. Con l’emergere di nuove sfide a partire dai primi anni ‘90 (avvento di nuovi competitors, mercato unico europeo, crescente complessità del settore) il sistema della moda ha dovuto affrontare crescenti difficoltà che hanno colpito la forza competitiva di molte aziende del settore e, di conseguenza, la sua immagine nel mondo. Oggi, quelle aziende che hanno saputo affrontare con successo tali sfide, sono tornate a conquistare spazio nei mercati, mantenendo inalterata l’immagine della moda italiana nel mondo, che continua ad essere riconosciuta per ricercatezza, alta qualità e fantasia”.

Numero di imprese italiane attive nel 2006. Il numero di imprese italiane attive nel settore della moda è pari a 113.000. Nel territorio milanese, le imprese attive sono circa 7200, pari al 2,2% del totale delle imprese milanesi. Milano rappresenta il centro della moda dell’intera Lombardia, dal momento che il 38% delle imprese lombarde operanti in questo settore della moda ha sede nel capoluogo. Mostra una flessione del 2,3% rispetto a quello del 2005 e dell’8,1% rispetto al 2003. Tale trend risulta negativo anche in riferimento alle imprese della Lombardia e della provincia di Milano. Tuttavia, se le cifre riscontrate per le imprese lombarde non si discostano molto da quelle nazionali (-2,1% rispetto al 2005 e -8,4% rispetto al 2003), per la provincia milanese nel 2006 il trend negativo appare meno forte, con una diminuzione delle imprese attive solo dello 0,6% rispetto al 2005 (del 4,7% rispetto al 2003). Mostrano, invece, una crescita significativa quelle riconducibili al settore del design (+ 31% a livello nazionale e + 39% a livello milanese).

Forma giuridica. La tipologia di impresa nettamente prevalente (sia a livello nazionale che milanese) è quella dell’impresa individuale (che rappresenta il 52% del totale). Le imprese organizzate in forma societaria (società di capitali e di persone) nel settore della moda sono quindi ancora una minoranza. Tale forma organizzativa è presente in maniera consistente solo nel settore del tessile e del design tessile.

Imprenditoria femminile. Nel territorio milanese vi sono ben 2136 imprese a controllo femminile (1009 nella sola città di Milano), pari a quasi un terzo del totale. Il livello di imprenditorialità femminile presenta delle differenze sostanziali a seconda dei diversi comparti: nella confezione di articoli di abbigliamento il 40% circa delle imprese operanti nella provincia milanese è a controllo femminile, contro il 29% del settore tessile, il 21% circa della lavorazione del cuoio ed il 14,5% del ramo gioielli. Nelle imprese che operano nel campo del design applicato alla moda il 29% è controllato da donne.

Interscambio commerciale. Il commercio relativo al macro settore della moda italiana ha mostrato nel 2006 incoraggianti segnali di ripresa. Sono infatti aumentate sia le esportazioni che le importazioni. Non soltanto il valore delle importazioni ha fatto registrare un incremento di poco più del 13% ma anche le esportazioni hanno mostrato un andamento positivo, con un aumento del 5%. Quest’ultimo dato è particolarmente significativo se si considera che nel 2005 si era registrata a livello nazionale una diminuzione dello 0,32% rispetto all’anno precedente. I dati riferiti alla moda milanese sono ancor più positivi di quelli nazionali: l’import è cresciuto di oltre il 12% e l’export di quasi il 9% (nel 2005 la crescita dell’export si era fermata al 4,8%).

Import e export nei diversi comparti. Il tessile e l’abbigliamento sono i settori che hanno fatto registrare il più forte incremento nell’import-export, sia a livello nazionale che milanese. Il tessile ha incrementato le importazioni del 10% in Italia e del 12% a Milano. Quanto alle esportazioni, il tessile milanese ha registrato un aumento del 3,3%, mentre quello nazionale dell’1,7%. Anche l’abbigliamento mostra dati differenti a seconda della variabile geografica: se in Italia si è registrato un incremento delle importazioni del 14,4% contro un aumento delle esportazioni del 6,5%, i dati di Milano mostrano un incremento delle importazioni pari al 14,6%, quindi in linea con il dato nazionale, ma un aumento dell’export di ben il 14,4%. Il comparto della lavorazione del cuoio ha mostrato per il 2006 un andamento degli scambi molto simile a quello dell’abbigliamento: l’aumento delle importazioni è stato largamente positivo sia per l’Italia che per Milano (rispettivamente +13,8% e +11,9%), mentre le esportazioni hanno registrato un aumento sensibilmente maggiore a Milano (+11,6%) rispetto all’Italia (+6,1%).

Infine, per quanto riguarda la gioielleria, i dati degli scambi sembrano evidenziare la scarsa corrispondenza tra la realtà nazionale e quella milanese, dal momento che in Italia le importazioni hanno fatto registrare nel 2006 un aumento di quasi il 20% a fronte di un aumento delle esportazioni del 9,7%, mentre le variazioni degli scambi a Milano mostrano delle variazioni molto più contenute: +1,8% nell’import e +3,1% nell’export. In definitiva, tutti i settori del comparto moda hanno fatto segnare una netta ripresa nel biennio 2005-2006; da segnalare, in particolare, la netta ripresa del tessile e dell’abbigliamento e il recupero di competitività soprattutto del sistema milanese.

Partner commerciali. Il maggiore del sistema moda italiano per il 2006 è stato l’Europa: il 52% delle importazioni italiane proviene dal continente e ben il 68,8% delle esportazioni è diretto verso altri paesi europei. Subito dopo l’Europa troviamo il continente asiatico, dal quale proviene il 34,6% delle importazioni e che assorbe quasi il 22% delle esportazioni. Il continente americano è invece principalmente un canale di sbocco della moda made in Italy: se le importazioni rappresentano soltanto il 4,2% del totale (di cui il 3% dall’America centro meridionale), circa l’11% dell’export italiano è lì diretto (principalmente verso gli Stati Uniti, 10,5%).

Le aree geografiche di maggiore interscambio per la moda italiana lo sono anche per quella milanese, dal momento che anche per Milano il maggior partner commerciale è l’Europa seguito dall’Asia. Vi sono tuttavia alcune differenze sostanziali che permettono di evidenziare una maggiore apertura globale della moda milanese rispetto a quella italiana. Se i dati relativi alle importazioni sono sostanzialmente in linea (import milanese: il 56,5% proviene dall’Europa e il 34,6% dall’Asia), la moda milanese esporta solo il 55% verso altri paesi europei, ma ben il 22% verso il continente asiatico (17% in Asia orientale, tra cui un 1,5% destinato alla Cina, e 4,1% in Medio Oriente) e il 19% verso l’America, in particolar modo negli Stati Uniti (15,2%). Ciò ad evidenziare la maggior capacità di penetrazione del sistema milanese della moda nei mercati extra-europei.

Particolarità del sistema di Milano in riferimento all’import. Se per la moda italiana sembra prevalere una tendenza in base alla quale la maggior parte delle importazioni europee provengono da paesi emergenti, per Milano il discorso sembra essere diverso. Le importazioni italiane provengono per il 21% da paesi dell’Europa centro orientale (quasi la metà di tutte le importazioni provenienti dal continente) e per 26,6% dall’Asia orientale (20,6% dalla sola Cina). Le importazioni del settore moda milanese, invece, evidenziano la propensione di Milano ad importare da paesi europei simili per caratteristiche produttivo - industriali, uno su tutti la Francia, dalla quale proviene il 16,6% di tutte le importazioni milanesi, seguono la Germania (7,2%) e la Spagna (6,9%). Un altro paese che mostra un peso notevole sull’import milanese è il Belgio (5,8%).

Fonte: Camera di Commercio di Milano


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