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'I'MNOCENT' di Manuel Bozzi

07 gennaio 2010    Invia ad un amico
'I'MNOCENT' di Manuel Bozzi
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Continua il percorso di MANUEL BOZZI, da sempre espressione artistica di profondi sentimenti e romantica ricerca.
Le nuove creazioni del designer pisano affondano le radici nel barocco e nel decò per materializzare gioielli e accessori che “vivono” di una simbolica dualità, “I’MNOCENT”: un mondo di corde scolpite nell’argento che si intrecciano a formare nodi per catturare tesori e stringerli al cuore.

Un nuovo stato d’animo prende forma e si plasma nel metallo: si tratta di attimi immortalati, trattenuti, fermati con nodi. Un percorso evolutivo quello dello stilista Manuel Bozzi segnato da una profonda conoscenza del gioiello antico, un percorso duro, marcato, sempre molto rock dove le simmetrie e le rigorose geometrie speculari si fondono in lontane alchimie.

La creatività di MANUEL BOZZI per la nuova collezione 2010 riesce ad “intrecciare” concetti e simbologie che, mantenendo gli inconfondibili tratti rock, si arricchiscono di originali spunti romantici.
Anelli, pendenti e bracciali “vibrano” in un mondo di corde abilmente forgiate nell’argento che giocano in un intreccio eterno a formare nodi, romantiche “prigioni” per pietre dall’inestimabile valore simbolico. Il designer pisano sembra voler contenere, costringere con nodi barocchi degli umili tesori, pietre che contengono metallo, pietre povere, pietre ferrose rese ricche perché tagliate e custodite come diamanti. Piccoli “tesori rubati” tenuti stretti al cuore con la corda. A completare il quadro anche i celebri best-sellers della collezione sono oggi rivisitati in chiave allegorica.

Come sua abitudine MANUEL BOZZI scherza giocoso e pungente con la dualità dei significati e sigla per la nuova collezione il motto I’MNOCENT: sono innocente e al tempo stesso non lo sono. Spiega il designer: “Sono colpevole di aver ‘rubato’ tesori custodendoli gelosamente, di averli sottratti e intrappolati per ostentarli e legarli a me. Ma sono innocente...e soprattutto libero”.

www.manuelbozzi.it


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