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Pizzi e ricami sugli abiti da sposa

15 dicembre 2007    Invia ad un amico

I partiti non sono due come si potrebbe pensare. Non esiste la tendenza tradizionalista che vorrebbe l’abito da sposa impreziosito dal ricamo fatto a mano e quella futurista, implacabile sostenitrice del decoro hi-tech. Entrambe convivono, anzi, il più delle volte si fondono e il risultato è più innovativo che mai. E’ quanto emerge sentendo la voce dei produttori di abiti da sposa che troveranno nella prossima Sposaitalia, la loro più ampia e  completa vetrina di settore.

"Ormai è il dettaglio a fare la differenza – commenta Linda Pizzutilo responsabile dell’ufficio stile di Giovanna Sbiroli, casa di moda di Putignano -. Il mercato offre possibilità infinite in fatto di abiti da sposa. Differenziarsi diventa, quindi, una necessità e ogni azienda investe in ricerca per dare ai propri modelli un sapore di unicità capace di renderli inconfondibili sul mercato".

Scelta dei tessuti, creazione dei modelli, attenzione all’età delle potenziali clienti, cerimonia religiosa o civile. Sono soltanto alcune delle variabili da tenere in considerazione per chi produce abiti da sposa. La sfida vera è vincere in originalità, e per raggiungere il risultato si punta all’utilizzo di tecniche nuove, magari rubate ad altri tipi di produzioni.

"La nostra azienda – continua Pizzutilo – propone sia l’abito romantico tradizionale, sia la linea più moderna e minimale. Ma è un errore pensare che il modello lineare non richieda l’utilizzo di pizzi e ricami. Certo non si tratterà di decoro tradizionale, si punterà invece su ricami a disegno geometrico che non di rado vengono eseguiti al laser per un effetto “perfezione” che soltanto una macchina può produrre".

Questa nuova tendenza, però, non manda affatto in pensione il vecchio, e sempre bellissimo, pizzo macramè o il ricamo classico tradizionalmente inteso. Non è raro, infatti, che le nuove tecnologie vengano utilizzate su tessuti tradizionali e che un taglio la laser venga eseguito su una base del più classico pizzo per un effetto traforo supermoderno. "Le strade sono due - commenta Linda Pizzutilo -: o si rivisita una vecchia tecnica come la lavorazione all’uncinetto, ma utilizzando un filo di metallo (il risultato è un fiore rigido, talmente pulito ed essenziale da trasformarsi nella perfetta decorazione di un abito dal taglio moderno e minimale), oppure la tecnica è nuovissima ma la si utilizza su una base tradizionale (è il caso del taglio laser eseguito su un pizzo sangallo). Altra tecnica in voga è la pittura, per una delicata nota di colore su di un pizzo a base bianca".

L’unione di vecchio e nuovo nasce, a volte, anche su suggerimento delle stesse future spose che intendono abbinare al velo, magari di famiglia, un abito di nuova concezione perchè dal contrasto emerga unicità.

"Non è raro che le case di produzione di abiti da sposa – continua Linda Pizzutilo – finiscano per rivolgersi ai medesimi produttori di decorazioni. Ecco perchè è importante investire in ricerca del nuovo. Buona parte degli sforzi produttivi dei creatori di abiti vanno proprio in questa direzione per riuscire ad avere l’esclusiva di una produzione. Talvolta le decorazioni sono preziose nel vero senso della parola: esistono abiti decorati con pietre preziose vere. E per questi modelli, ovviamente supercostosi, esiste un mercato ben preciso collocato in Oriente, dove la parte del leone la fanno Cina e Giappone".

E confermando l’assunto che la moda è corsi e ricorsi, il nuovo nasce anche dalle rivisitazioni di epoche passate, come conferma Paolo Rossi Doria della casa di moda romana Floranna: "La nuova collezione che presenteremo a Sposaitalia trae gran parte della sua ispirazione dagli anni ottanta: i tagli, i tessuti, tutto richiama quel decennio. E sul fronte del ricamo prezioso, la tendenza promuove il ricamo geometrico-optical. Insomma, pizzi sì purchè originali nella forma, perchè il classico fiore è un po’ tramontato".

E a proposito di decori originali sul corpino, spicca la scelta di Grittispose, casa di moda di Udine che propone un decoro effetto pizzo ma ottenuto con un leggero drappeggio della medesima stoffa che compone l’abito. Diciamo che più che il pizzo c’è l’effetto pizzo. "Il decoro sul corpino è un punto fermo che difficilmente tramonterà in una collezione sposa – commenta Emanuela Testori responsabile della divisione marketing della Fabio Gritti – l’impegno dei produttori, di anno in anno, è proprio quello di trovare la nouvel vague in quest’ambito per evitare di cadere nel “già visto”".

Insomma, ricerca totale, continua e sempre più azzardata da parte dei produttori di abiti da sposa sul fronte dei tessuti, dei tagli, delle linee moda e, soprattutto, dei particolari che impreziosiscono l’abito, perchè la nuova collezione abbia la freschezza di ogni sposa il giorno delle nozze.


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