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La Pavoni. Dal 1905 macchine per il caffè

16 novembre 2006    Invia ad un amico

La storia di questa gloriosa azienda comincia nel 1905, quando Desiderio Pavoni acquisisce la società “Luigi Bezzera” e il brevetto del progetto relativo ad una nuova macchina per il caffè. Pavoni, che ha il grande merito di svilupparne la produzione, impone alla macchina il nome “Ideale”, riassumendo i due concetti più in voga nell’epoca: innovazione tecnica e velocità. Il modello “Ideale” si afferma nei più prestigiosi bar italiani non solo per le sue dimensioni importanti e le sue linee eleganti, ma soprattutto come apparecchiatura in grado di produrre un infuso di caffè in tempi rapidissimi per l’epoca.

Fino alla fine degli anni ’30, la struttura verticale dell’ “Ideale” rimane pressoché invariata. Nel 1939 La Pavonipresenta un prototipo con sviluppo orizzontale, che nel decennio successivo si rivelerà di straordinaria importanza.

L’azienda, uscita gravemente danneggiata dal secondo conflitto mondiale, riesce a trovare un nuovo grande slancio sul finire degli anni ’40 grazie alla collaborazione con Giò Ponti, uno dei più grandi nomi del design del XX secolo. Questo rapporto dà vita nel 1947 auna delle macchine più celebri de La Pavoni, il modello D.P. ’47 chiamata La Cornutaper i gruppi erogatori che si distaccano dal gruppo centrale principale, e considerata una delle pietre miliari del design industriale. Il sistema operante nella “Cornuta” prevede il prelievo dalla caldaia di sola acqua calda in pressione (non più di acqua calda e vapore), e filtrata attraverso il caffè tramite un pistone spinto da una molla ad una pressione di 10 atmosfere.  Nel 1951 esce sul mercato uno sviluppo della D.P. ’47, la Pavoni’51, con finiture intercambiabili e personalizzabili a seconda delle esigenze dei clienti, mentre nel 1953, sull’onda di un grande fervore creativo, nasce  il Modello ’53, nel quale le linee dure e squadrate della versione precedente vengono arrotondate e addolcite.

La Pavoni, sempre attenta a mantenere un ruolo di primo piano nell’ambito dell’industrial design, bandisce, su suggerimento di Ponti, un concorso che sarà vinto da Bruno Munari ed Enzo Mari. Il progetto vincitore è la macchina professionale “Diamante”. Protagonista di questa macchina è la carrozzeria in lamiera metallica preverniciata formata da elementi geometrici modulari che composti tra loro danno vita a macchine di diversa lunghezza e ai più vari accostamenti cromatici.

Gli anni ’60 e ‘70 sono caratterizzati dalla produzione della serie “Brasilia” e di altri modelli della linea commerciale. Ma la vera novità di questo periodo sarà l’inizio della produzione dei modelli domestici, tecnicamente paragonabili a quelli professionali, grazie ai quali poter gustare la “crema caffè” anche a casa, e non più solo al bar. Nel 1961 nasce il primo modello di una fortunatissima serie, l’ ”Europiccola”, che rimarrà negli anni punto di riferimento per la produzione domestica.

I decenni che seguono sono caratterizzati da grandi sfide e nuove opportunità. Dai primi anni ’80 i prodotti Pavoni sono firmati dal designer Carlo Galizzi, impegnato soprattutto nella linea domestica (manuale e automatica), che La Pavonisviluppa con l’obiettivo del grande valore e della qualità.

Oltre a vari modelli di “Europiccola”, La Pavonicrea anche la versione “Professional”, mantenendo la stessa struttura con una caldaia più grande e un manometro per la verifica della pressione interna che riscuotono un successo mondiale. Anche le macchine ad erogazione raggiungono un buon successo: nel 1998 la “Espresso Inn”  e successivamente la “Cellini” dalla particolare forma ellittica.

Nel 2005, per celebrare i cento anni di storia, La Pavoniha creato “Stradivari” l’ultimo modello a leva, una rilettura attuale ed elegante della linea domestica.
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