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Profilo azienda: Cantina Librandi

20 giugno 2006    Invia ad un amico
Profilo azienda: Cantina Librandi
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L'azienda vitivinicola Librandi ha sede in Cirò Marina, cittadina della costa Ionica calabrese posta in prossimità di Punta Alice, promontorio sud del Golfo di Taranto. Quest'area é naturalmente vocata per la coltura della vite, per la bontà del terreno argilloso e per la felice posizione geografica, a poca distanza dal mare e con le montagne della Sila alle spalle, situazione che assicura un'ottima escursione termica tra il giorno e la notte.

L'azienda Librandi coltiva la vite da quattro generazioni, mentre l'imbottigliamento con il nome aziendale ha inizio negli anni '50, ad opera di Antonio. Pur essendo un'impresa a conduzione familiare, l'azienda prevede un diverso coinvolgimento e peculiari responsabilità da parte dei due fratelli Librandi: Antonio ricopre la carica di amministratore, mentre Nicodemo cura direttamente la produzione ed in collaborazione con i figli Raffaele e Paolo ed i nipoti Walter e Francesco, rispettivamente la commercializzazione e il settore operativo. La conduzione tecnica è affidata dalla vendemmia 1998 a Donato Lanati, professore di Enologia all'Università di Torino e Firenze, nonché consulente di importanti aziende vinicole italiane con il suo studio Enosis.

La cantina
La cantina, costruita in modo razionale, occupa un'area coperta di 7.000 mq. circondata da 15.000 metri di terreno. E' dotata di un impianto di vinificazione con una capacità di lavorazione giornaliera di 2000 quintali di uva, di due pigiatrici orizzontali, quattro presse a pressatura soffice e il termocondizionamento dell'intero
sistema di vinificazione. La capacità di stoccaggio è di circa 54.000 ettolitri.

L'affinamento dei rossi più importanti avviene in un locale climatizzato di 600 metri quadri adibito a bottaia e modernamente attrezzato. L'impianto di imbottigliamento ha una potenzialità di circa 6.000 bottiglie ad ora.

Il frantoio
Il frantoio, ubicato in una nuovissima palazzina adiacente alla cantina e funzionante a pieno regime dalla campagna 2005, è equipaggiato con i più moderni accorgimenti tecnologici. Dotato di un impianto Alfa Laval a ciclo continuo per la spremitura a freddo, ha prodotto nello stesso anno circa 200 hl di olio stoccati in locali completamente climatizzati.

Le aziende agricole
L’azienda Librandi può contare, sul fronte delle uve e delle olive, sulla produzione proveniente dalle tenute di proprietà, che insieme coprono una superficie di 359 ettari, di cui rispettivamente, circa 232 sono vitati, 100 sono olivitati e la restante parte è adibita a boschi. Le proprietà dell’azienda sono ubicate in più comuni
dell’area. 58 ettari, si trovano nelle aree storiche del comprensorio della Doc Cirò, nella fattispecie, all’interno degli agri di Cirò Marina e Torretta di Crucoli. I 51 ettari dell’azienda Critone si trovano invece nel comune di Strongoli, facente parte della Doc Melissa e del comprensorio Igt Val di Neto. I 250 ettari delle adiacenti aziende Rosaneti e Palmento Murato, sono invece a cavallo dei comuni di Casabona e Rocca di Neto, anch’essi inclusi nella Doc Melissa e nella Igt Val di Neto.

La produzione e il mercato
La produzione si articola su tre linee. Una prima serie di vini a denominazione di origine controllata comprendente il Cirò Rosso ed il Cirò Rosso Riserva Duca Sanfelice, il Cirò Rosato e il Cirò Bianco; unaulteriore serie di vini doc Melissa, comprendente l’Asylia rosso e l’Asylia bianco ed un gruppo più ambizioso di prodotti innovativi, basati sia su vitigni autoctoni come Gaglioppo, Magliocco e Mantonico, sia su vitigni nobili di più recente introduzione (messi a dimora nell’azienda Critone ed in parte a Rosaneti e Palmento Murato e perfettamente ambientati e integrati nel terroir dell'entroterra cirotano), presentati come vini IGT a indicazione geografica tipica.

Tra questi vini, oltre al Gravello, uvaggio tra due terzi di Gaglioppo e un terzo di Cabernet Sauvignon, figurano il rosato Terre Lontane, il bianco Critone, realizzato con uve Chardonnay e Sauvignon, il bianco dolce passito Le Passule, ottenuto da grappoli accuratamente selezionati di Mantonico a frutto bianco, vitigno originario della Magna Grecia, ed i nuovissimi Magno Megonio ed Efeso, ricavati rispettivamente da viti di uve Magliocco e Mantonico bianco coltivate a rese basse ( 50 q.li per ettaro ).

Integra la proposta Librandi, sul fronte del vino, il bianco frizzante Labella ottenuto da uve di Greco Bianco. Completano invece la produzione la Grappa di Gaglioppo Torre Brezia, ottenuta da vinacce freschissime di Gaglioppo trattate con sapienza da un mastro distillatore messinese ed un olio extravergine di oliva ottenuto dalla molitura di olive di Carolea, Frantoio, Tonda Strongolese e Leccino provenienti esclusivamenti dagli uliveti dell’azienda. Entrambi i prodotti sono destinati alla ristorazione.

Nel corso dell'anno '05 l'azienda ha commercializzato circa 2.200.000 bottiglie di vino e 20.000 di olio, con una distribuzione rivolta essenzialmente a ristoranti, enoteche e locali specializzati. Il mercato nazionale ha assorbito il 53% della produzione aziendale ed è curato da 49 agenti plurimandatari, mentre i mercati esteri ( eccezione fatta per la Germania, che da sola assorbe circa il 20% del fatturato totale ed è seguita dalla Ges Sorrentino, agenzia di rappresentanza con 14 agenti che coprono tutto il Paese ), comprendono Svizzera, Austria, Francia, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Danimarca, Regno Unito, Norvegia, Svezia, Grecia, Spagna, Irlanda, Russia, Grecia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Malta, tutte le provincie del Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Messico, Cecoslovacchia, Polonia e Giappone. Questi mercati sono gestiti direttamente dall'azienda, che organizza visite frequenti ai clienti esteri e partecipa a mostre e fiere internazionali del settore.

L'azienda vinicola Librandi, il suo stile e i suoi programmi futuri
Attraverso un lungo lavoro, svolto con paziente e tenace applicazione, Antonio e Nicodemo Librandi si sono impegnati per valorizzare una viticoltura antica e ricca di tradizioni, ma decisamente ostile alle innovazioni, testimoniando con il loro esempio, come il futuro della viticoltura calabrese risieda nella capacità di sapere
coniugare con equilibrio tradizione ed innovazione.

Tutto ha avuto inizio dai vigneti di famiglia, con la selezione dei migliori vitigni già esistenti e con successivi reimpianti effettuati seguendo rigorosamente i canoni della viticoltura locale, che prevede l'allevamento della vite ad alberello basso. Grazie a particolari accorgimenti adottati in fase di potatura sono state abbassate drasticamente le rese per ettaro, con il risultato di poter ottenere vini di forte personalità come il Duca Sanfelice, che oggi può contare su una produzione di circa 300.000 bottiglie.

Una successiva fase ha visto l'azienda cimentarsi con successo nell'introduzione di vitigni inediti per la Calabria come Cabernet, Chardonnay, Sauvignon, ma presto ben ambientati nel comprensorio, dai quali si sono ottenuti vini di risonanza mondiale. Tra questi il più famoso é il Gravello, un uvaggio, come visto, di
Gaglioppo e di un terzo circa di Cabernet Sauvignon, che ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in Italia e all'estero.

Avviate con successo tali innovazioni, che hanno comunque sempre visto, tranne che nel caso del bianco Critone ( un uvaggio di Chardonnay e Sauvignon ) i vitigni autoctoni abbinarsi e trovare nuove dimensioni con i vitigni internazionali, l'attenzione é tornata a concentrarsi nella ricerca, nel recupero e nella valorizzazione di alcuni vitigni autoctoni calabresi dotati di un grande potenziale, nella fondata convinzione di poter riportare l'enologia calabrese agli antichi splendori grazie al loro contributo.

L’azienda inizia dunque a guardare con sempre maggiore interesse alle tante varietà di uve una volta presenti in diversa percentuale nei vigneti e nei vini di Calabria, vitigni poi messi in disparte a vantaggio di altri piùproduttivi e di più semplice gestione. Da questa idea di base nasce nel 1993, a Cirò Marina, la prima vigna sperimentale dell’azienda, in cui vengono innestati Magliocco, Arvino, Mantonico Bianco e Pecorello. I risultati sono fin dall’inizio estremamente confortanti, tanto da orientare in maniera molto forte le successive scelte strategiche della Librandi.

Nel 1997, quest’ultima acquista infatti l’azienda Rosaneti, di 250 ettari circa, determinata ad investire ulteriori energie sul terreno dei vitigni autoctoni. L’anno seguente, come già citato, la conduzione tecnica della cantina viene affidata al dottor Donato Lanati, cui viene contestualmente dato in consegna anche il progetto di
trasformazione dei terreni. L’enologo ha da subito condiviso l’idea di insistere con forza sugli autoctoni, pertanto vengono impiantati nella nuova azienda Magliocco, Mantonico Bianco, Gaglioppo, Greco Bianco e Arvino da cui sono nati, ad esempio, vini come il Magno Megonio (dal Magliocco) e l’Efeso (dal Mantonico), che, oltre al successo commerciale, hanno portato una grande ventata di interesse e curiosità intorno all’azienda ed ai vitigni calabresi in generale.

Forte di tale riscontro e convinta di avere intrapreso un percorso estremamente importante per il futuro, l’azienda decide di ampliare i propri interessi allargandosi ad altre delle numerose varietà presenti sul territorio regionale. Nasce così, nel 1999, il primo vero e proprio campo sperimentale, costituito da 2500 viti suddivise
per 25 varietà autoctone, sulle quali si sta facendo un lavoro di selezione clonale, che per quanto riguarda l’aspetto delle microvinificazioni è curato dallo studio Enosis del dottor Lanati.

Parallelamente, si è deciso di approfondire ulteriormente le conoscenze relative alle tre più importanti varietà a bacca rossa coltivate sul territorio, Gaglioppo, Magliocco e Arvino. Da questo concetto prende forma il secondo campo sperimentale. Si tratta di un campo semenzale di 2786 piante, creato nel 2001, principalmente allo scopo di ottenere la massima espressione genetica da queste varietà. Viene innanzitutto osservata la fertilità delle piante mediante il procedimento dell’autoimpollinazione; si sta effettuando inoltre un approfondito studio ampelografico e si è infine attivato, sempre sotto la guida dello studio Enosis, un serrato programma di campionamento e analisi delle uve. Anche in questo caso i risultati sono molto positivi.

Forte di tale riscontro, l’azienda ha deciso di allargare il proprio interesse sull’intero territorio regionale. Sono allora iniziate numerose “peregrinazioni” per le strade della Calabria, alla ricerca di varietà autoctone. Si è giunti così alla sorprendente scoperta di aver trovato, per il momento, ben 156 differenti varietà.
E’ stato allora impiantato, nel 2003, il terzo campo, un giardino varietale di 2800 viti, disposto a spirale, volto allo scopo di includere l’intera collezione di vitigni antichi raccolti.

Su questi vitigni è stato avviato un progetto molto articolato, che comprende lo studio del DNA; un’accurata analisi ampelografica; uno studio virologico e infine, ovviamente, uno studio enologico, affidati ad un pool di affermati studiosi di questi settori coordinati dal dottor Lanati.

Attraverso i campi sperimentali e la loro evoluzione l’azienda Librandi punta ad un triplice obiettivo: il miglioramento qualitativo delle varietà del territorio già vinificate; l’indagine sulle potenzialità inespresse dei vitigni antichi regionali, con l’obiettivo di lanciare nuovi ed unici prodotti e infine, l’acquisizione e la
conservazione, attraverso uno studio storico e scientifico, del patrimonio viticolo regionale. Da tale esigenza di un rilancio della viticoltura regionale e dalla necessità di ampliare la produzione, era nata in precedenza la decisione di acquistare le succitate nuove proprietà, che avevano condotto l’azienda alle attuali dimensioni.

Per la realizzazione di un programma tanto ambizioso, l'azienda vinicola Librandi si avvale, come visto, della collaborazione, oltre che del dottor Lanati, di alcuni tra i più importanti esperti del settore viticolo. L’azienda garantisce quindi, oltre ad un continuamente rinnovato impegno sul fronte tecnologico, grandi investimenti nella ricerca e nelle risorse umane interne ed esterne alla propria organizzazione, nel dichiarato intento di continuare a crescere dal punto di vista qualitativo.

Parallelamente a questo impegno di ricerca nella propria azienda, i f.lli Librandi sono impegnati in prima persona a sensibilizzare gli agricoltori locali affinché entrino sempre di più nell'ottica di produrre uve di sicura qualità, così come accade da anni in altre più lungimiranti regioni vinicole italiane. Solo con un simile tipo di mentalità sarà così possibile recuperare l'immagine un po' appannata della viticoltura calabrese permettendole di occupare uno spazio vitale nel panorama enologico nazionale.

Maggiori informazioni:
LIBRANDI S.p.A.
- S.S. 106 C.da San Gennaro - 88811 Cirò Marina KR
Tel. 0962-31518 - Fax 0962-370542
Web: www.librandi.it


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